La sublimazione è un particolare fenomeno chimico/fisico caratteristico di alcuni materiali. In natura, quasi tutti i materiali presentano 3 stadi: Normalmente a temperatura ambiente sono solidi, se scaldati adeguatamente diventano liquidi, se scaldati ulteriormente evaporano e quindi diventano gassosi (questo vale per il burro, come per il piombo ed altrettanto per il ferro o per qualsiasi altro materiale. Quello che cambia è la temperatura alla quale il fenomeno si evidenzia). Alcune sostanze particolari, hanno la caratteristica di saltare il secondo stadio (quello liquido) e di passare direttamente dallo stadio solido a quello gassoso. Questo processo per l’appunto si chiama sublimazione.
Quali sono i risultati che si possono ottenere con sistemi di stampa a sublimazione?
In commercio spesso si parla di carte speciali a trasferimento termico, che però nulla hanno a che fare con il processo a sublimazione ed i risultati che si ottengono con queste carte sono abbastanza modesti. Di base si deve sempre utilizzare una stampante a getto d’inchiostro, con la quale si stampa un testo, un disegno o una foto, su una di queste carte a trasferimento termico. Queste carte sono costituite da due strati: Uno strato di supporto di carta con un trattamento superficiale antiaderente ed un secondo strato, costituito da una pellicola che è in grado di assorbire l’inchiostro della stampante ink-jet e nel contempo ha la caratteristica di fondere ad una temperature di circa 140 – 180°C. Una volta stampata sulla carta una data immagine, bisogna munirsi di un tessuto, possibilmente a trama fine (una T-shirt) ed appoggiare la carta con la parte stampata verso il basso, a contatto con la T-shirt stessa. Anche se non strettamente necessario, è comunque utile ricoprire la carta con un panno di cotone, perché così facendo, il risultato che si otterrà sarà migliore di quello che si otterrebbe senza l’utilizzo del panno di cui sopra. Posizionato questo “sandwich” (T-shirt, carta a trasferimento termico, tessuto di cotone) su una superficie piana (tavolo, scrivania, tavolo da stiro), bisognerà dotarsi di un ferro da stiro, con il termostato portato al massimo e si dovrà stirare sopra il sandwich, appena descritto. La stiratura dovrà essere fatta in modo energico, premendo verso il basso in modo più uniforme possibile, in modo da scaldare tutta la superficie della carta a trasferimento termico. Dopo aver passato e ripassato il ferro da stiro, sarà possibile togliere il panno e il foglio di carta sottostante. L’immagine depositata sulla pellicola dalla stampante ink-jet, si sarà trasferita sulla T-shirt, fondendo sulla sua superficie. Il risultato che si sarà ottenuto, sarà quello di avere trasferito la foto o l’immagine dalla carta alla T-shirt.
Quali sono i limiti di questo tipo di processo di trasferimento termico?
Il primo limite visibile da subito, è quello estetico, in quanto il supporto plastico su cui è stata stampata l’immagine, rimane ben evidente sulla T-shirt, dando al manufatto un aspetto poco professionale. Il secondo limite è dovuto alla estrema delicatezza della pellicola depositata sulla T-shirt, perché tenderà molto rapidamente a deteriorarsi, a decolorarsi e a staccarsi dalla T-shirt. Dopo l’uso, è assolutamente vietato porre il tutto nella lavatrice, pena la distruzione totale dell’immagine trasferita, con abbondanti macchie di colore depositate sulla superficie della T-shirt. Si può tentare di lavare molto delicatamente a mano, in acqua fredda ed anche in questo caso i risultati che si otterranno saranno abbastanza deludenti.
Risultato:
Questo tipo di stampa si presta per un utilizzo “usa e getta” e niente di più!
Se si vuole invece ottenere un risultato decisamente professionale (del tutto simile a quello che si ottiene per via industriale), si dovrà adottare un sistema di trasferimento termico a sublimazione (con inchiostro sublimatico).
I risultati che si otterranno con questo sistema sono di gran lunga superiori al sistema descritto prima: Sulla maglia si trasferirà solamente l’immagine, senza supporti o pellicole di materiale plastico, in questo caso l’immagine trasferita rimarrà assolutamente dettagliata e non ci sarà alcun alone. La durata è uguale a quella di un qualsiasi prodotto industriale similare. La T-shirt o qualsiasi altro materiale (con il procedimento della stampa a sublimazione si potrà stampare praticamente su qualsiasi superficie: Piatti, bicchieri, tazze, piastrelle, legno, tessuti, metallo ecc.) con risultati eccellenti e con durata pressoché illimitata. I tessuti (o altri materiali sopra descritti) potranno essere lavati in lavatrice, o se si tratta di piastrelle, piatti, tazze bicchieri ed altro, potranno essere lavati con acqua e sapone senza particolari precauzioni.
Ma come funziona di preciso la stampa a sublimazione?
Il procedimento è molto simile a quello descritto precedentemente. Bisognerà innanzi tutto allestire una stampante (per questo tipo di utilizzo sono particolarmente adatte le EPSON, perché utilizzano le testine piezoelettriche), con delle cartucce o con un kit SRC (Sistema Ricarica Continua), caricato con inchiostro sublimatico. Con la stampante si dovrà stampare l’immagine da trasferire su una carta speciale, adatta all’uopo. (Si possono anche usare normali carte da fotocopia, ma in questo caso metà o più dell’inchiostro che sublima, invece di depositarsi tutto sul tessuto sottostante, si depositerà e si fonderà nella carta stessa e la quantità d’ inchiostro sublimatico che andrà a depositarsi sulla superficie trattata, sarà di conseguenza ridotta, con il risultato che le immagini che si otterranno risulteranno sbiadite). Avendo a disposizione una stampante EPSON caricata con inchiostro sublimatico, bisognerà scegliere l’immagine che si vorrà trasferire e prima di andare in stampa, sarà necessario “specularla” ovvero fare in modo che la parte destra diventi sinistra e viceversa. Questo procedimento è necessario, perché durante l’ulteriore passaggio (quello della sublimazione vera e propria), l’immagine ruoterà di nuovo e se prima non si è provveduto a ruotarla, tutte le scritte che appariranno sulla T-shirt risulteranno rovesciate. Il procedimento di rendere l’immagine speculare è abbastanza semplice e la maggior parte dei programmi grafici (Corel Draw, Photoshop ed altri) hanno un comando apposito per ottenere questo risultato. Comunque una volta stampata l’immagine sulla carta apposita, basterà prendere la carta stessa ed appoggiarla sulla T-shirt (come descritto nel capitolo precedente), sovrapporre un panno e stirarvi sopra. Il risultato che si otterrà, sarà quello che l’inchiostro sublimerà (evaporerà) dalla carta e si trasferirà sulla maglietta, insinuandosi profondamente nel tessuto e fondendosi sulla superficie delle fibre di cui è composto il tessuto. Il risultato che si otterrà sarà assolutamente spettacolare e la stabilità e la durata saranno pari a quella che si hanno con tessuti stampati industrialmente. Questo procedimento inoltre, avrà dei costi estremamente bassi (qualche centesimo di euro per ciascuna immagine trasferita).
I risultati che si otterranno, avranno un aspetto assolutamente professionale, non dissimili da quelli che si possono vedere su tutte le magliette ed altri indumenti che fanno bella figura nelle vetrine di tutti i negozi di abbigliamento.
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